Inter, Lukaku: “Voglio rimanere qui, ma bisogna trattare con il Chelsea. Scudetto? Finché una squadra non ha alzato il trofeo…”
Romelu Lukaku, attaccante dell’Inter, ha rilasciato una lunga intervista in esclusiva a Sky Sport. Il centravanti belga ha affrontati moltissimi temi, soffermandosi sul suo ritorno in nerazzurro, sull’infortunio che lo ha tenuto ai box per gran parte di questa prima stagione, sugli obiettivi stagionali e sul suo futuro
Romelu Lukaku, attaccante dell’Inter, ha rilasciato una lunga intervista in esclusiva a Sky Sport. Il centravanti belga ha affrontati moltissimi temi, soffermandosi sul suo ritorno in nerazzurro, sull’infortunio che lo ha tenuto ai box per gran parte di questa prima stagione, sugli obiettivi stagionali e sul suo futuro.
Le sue dichiarazioni
Come stai?
“Sto molto bene. Ho fatto un ottimo lavoro col mister e coi preparatori. La squadra sta bene, abbiamo tanta voglia e anche io ne ho. Dobbiamo continuare a lavorare e prepararci bene per la partita contro il Napoli e per il resto della stagione”.
Il ritorno all’Inter.
“C’è tanta soddisfazione, sono veramente contento di essere tornato qua. Ma non voglio tanto parlare, voglio fare i fatti. Sto lavorando forte con i preparatori e con compagni e allenatore. Adesso devo rispondere in campo. Qualche giorno dopo la partita di Nations League contro l’Olanda, ho parlato con il nuovo proprietario del Chelsea: è stata un’ottima chiacchierata in cui gli ho detto tutta la verità, la mia versione di quello che era successo e del mio rapporto con Tuchel in quel momento lì. Poi ho deciso di tornare all’Inter, avevo l’opportunità e lui mi ha aperto la porta. Ho iniziato a parlare con la società e da quel momento le cose sono andate veramente veloce. Per due settimane abbiamo parlato in modo intenso poi ho lasciato al mio avvocato tutti gli ultimi dettagli. Quando sono tornato ero nervoso. Io voglio fare di tutto per aiutare questa squadra. Come ho sempre detto, l’Inter mi ha dato un’opportunità di cui avevo bisogno nella mia carriera. Ora siamo tornati insieme e vogliamo fare buone”.
Inter-Spezia, il tuo ritorno a San Siro. Nel riscaldamento tutti ti hanno abbracciato metaforicamente. Quella è stata l’emozione più forte?
“Da quando sono tornato, sì. Quel momento lì. Ma anche quando sono entrato in Champions con il Plzen, perché c’era mio figlio Romeo allo stadio. Ha 4 anni e comincia a capire il calcio e ha visto papà che ha fatto gol. Lui è un grande tifoso dell’Inter, veramente matto. Perché è l’unica cosa che ha conosciuto da quando aveva 9 mesi a ora. E vederlo dopo la partita che mi guardava con quegli occhi… è stato il più bel momento perché ha visto l’amore dei tifosi. I tifosi mi hanno dimostrato tanto amore prima di quella gara con lo Spezia e anche in quel momento. Li ringrazio”.
Ti aspettavi che il rapporto con i tifosi sarebbe stato di nuovo così forte?
“I tifosi dell’Inter sono veramente speciali, per me sono i migliori al mondo. Perché anche se siamo in difficoltà loro sono sempre lì ad aiutare la squadra. Per me è stata una sorpresa, pensavo che fossero arrabbiati con me. Ma alla fine sanno che io ho sempre avuto l’Inter nel cuore. Anche se sono andato via loro sanno che ho sempre avuto l’Inter nel cuore. Ho avuto conversazioni con i compagni, con gente della società e sanno che ho detto la verità sul perché sono andato via. Ora sono tornato e spero di rimanere nel futuro. Voglio dire che per me l’Inter vale tutto”.
Ci commenti questo gesto, questa foto in cui chiedi scusa ai tifosi dopo aver segnato il gol al Plzen?
“Come ho detto i tifosi dell’Inter sono sempre stati nel mio cuore. L’Inter mi ha dato l’opportunità di essere il Romelu Lukaku che sono oggi. Prima segnavo tanti gol, ma alla fine mancava sempre qualcosa. L’Inter mi ha dato l’opportunità di vincere a un alto livello, mi ha dato l’amore dei tifosi, della società, dei miei compagni, dell’allenatore con il suo staff. Per questo rimangono nel mio cuore. Ma la storia non è ancora finita. Dobbiamo fare e lavorare di più e speriamo di portare altri trofei in questa società”.
Parliamo dell’infortunio. Tu non ne hai mai sofferto in carriera. Come ti sei comportato come hai vissuto questo momento difficile in cui volevi spaccare il mondo e non potevi…
“È stato un infortunio veramente grave”.
Più grave del previsto?
“Sì, il tendine del flessore era rotto. Normalmente io recupero velocemente dagli infortuni, ma stavolta avevo la sensazione che le cose non andavano bene. Era la prima volta in 13 anni che saltavo così tante partite. Se vieni a casa mia sembra un ospedale… Ho tutto per recuperare più veloce possibile, ma questa volta non ci sono riuscito. Sono andato al Mondiale e ho giocato l’ultima partita che avevo appena due allenamenti nelle gambe negli ultimi 4 mesi. Contro la Croazia è stata una grande delusione ma mi sono detto: Romelu, non eri al 100%, avevi fatto appena due allenamenti… Adesso stacca, riposati 5 giorni e ricominciamo da zero. Sono andato a Dubai col preparatore della nazionale e ora sono pronto. Mi hanno giustamente massacrato ma ora ho tanta voglia di ritrovare il campo. Da ora parliamo in campo (ride, ndr)…”.
Il Mondiale non è andato bene, il Belgio non ha giocato bene e il ct Martinez si è dimesso. Cosa speri che succeda ora? Giocherai ancora con la nazionale?
“Per me Henry è il prossimo allenatore del Belgio. Non ci sono dubbi. Io lo dico apertamente: lui sarà il prossimo ct. Ha il rispetto di tutti i giocatori, ha vinto tutto. Sa allenare, sa che dobbiamo fare per arrivare lì. Conosce la squadra, il campionato, lo staff. Per me lui è l’allenatore ideale per la nostra nazionale. Poi non so chi prenderanno. Ma non credo che il Belgio debba ripartire da zero. Fin qui questa generazione non ha vinto ma dobbiamo continuare a cercare di vincere. Lui vuole vincere, e io non penso che la federazione vada a prendere un allenatore che vuole cambiare tutto e ripartire da zero. Per me non ne vale la pena”.
Da un allenatore all’altro. L’anno scorso mi avevi parlato di un grande feeling con Inzaghi. Come ti stai trovando?
“Bene perché lui sa come stimolare i giocatori. Sa come trovare tirare fuori il leone che è dentro di me. Ogni tanto quando c’è un occasione, lui mi fa: ‘Io la buttavo dentro’. E io lo guardo e dico dico: ‘Ah ok, guarda adesso’. Mi provoca, sì. E c’è sempre una reazione. E per me questa è una bella cosa. Abbiamo una bella relazione tra allenatore e giocatore. Lui sa che io lo stimo veramente. Come ho detto a lui, mio fratello lo ha avuto tanti anni alla Lazio e si è sempre trovato bene. L’anno scorso ci siamo parlati tantissimo. Ma vale per tutta la squadra, non c’è solo il rapporto fra Romelu e l’allenatore. C’è quello fra Inzaghi e tutti i giocatori. Vogliamo fare bene per questa società e per i tifosi. Vogliamo fare bene le cose nei prossimi sei mesi e stiamo lavorando per questo”.
Tu non sei uno che si nasconde e se ti chiedo qual è l’obiettivo dell’Inter non mi rispondi vincere una partita dopo l’altra. Qual è l’ambizione sapendo che il Napoli è avanti 11 punti. È ancora possibile vincere lo scudetto?
“Fino a quando una squadra non ha alzato il trofeo nel calcio tutto è possibile…”.
Tu ci credi?
“Sempre. Per quello giochiamo a calcio, devi credere nell’impossibile. La gente dice che è impossibile per noi, beh vediamo alla fine della stagione la squadra che alza il trofeo… Adesso nessuno l’ha ancora alzato, siamo lì. Mancano ancora 6 mesi. Campionato finisce il 6 giugno. Ragazzi, non siamo ancora al 4 gennaio”.
E veniamo alla foto del murales con Ibra… Visto che ci sarà la Supercoppa contro il Milan, lui recentemente ha dichiarato che ti augura di rientrare. Che rispondi?
“Questa foto è iconica. Rispondo lo stesso, non sono uno che vuole vedere i grandi giocatori fuori tanto tempo. C’è sempre rispetto per quello che ha fatto in carriera. Ha vinto tantissimo. Ha vinto per l’Inter e ora per quella squadra lì. Ma penso che la gente vuole vedere queste partite, due giocatori che vogliono vincere per la loro squadra. Spero torni il prima possibile. Poi vediamo in campo che succede”.
Qual è il tuo desiderio per il futuro? L’hai fatto già capire, ma sei comunque in prestito all’Inter e può succedere qualsiasi cosa…
“Tutta la gente sa cosa voglio. Adesso devo fare tutto il necessario con la squadra per fare vincere l’Inter e poi parliamo col Chelsea”.
Non so cosa succederà l’anno prossimo, ma l’idea di stare tanti anni all’Inter e chiudere la carriera qui ti piacerebbe?
“Sì. L’idea è di chiudere con l’Anderlecht. Ho 30 anni, mio figlio ha iniziato la scuola qui e gioca nell’Inter accademy. Sto bene, l’Inter ha sempre ambizione di continuare a crescere. Voglio rimanere qui e fare le cose per bene. Spero di fare bene con l’Inter nei prossimi sei mesi, lavorare al massimo e poi alla fine parliamo col Chelsea e speriamo di trovare una soluzione”.