Lazio, Caicedo non dimentica: “Il mio cuore è lì, tornerei di corsa”
Una storia d’amore con la Lazio durata quattro anni: 139 presenze, 33 gol, l’affetto dei tifosi biancocelesti. Felipe Caicedo ha lasciato tutto questo a Roma, mentre nelle altre due esperienze in Serie A con Genova ed Inter non ha brillato particolarmente. Dopo cinque stagioni in Italia, Caicedo ora è un calciatore del
Una storia d’amore con la Lazio durata quattro anni: 139 presenze, 33 gol, l’affetto dei tifosi biancocelesti. Felipe Caicedo ha lasciato tutto questo a Roma, mentre nelle altre due esperienze in Serie A con Genova ed Inter non ha brillato particolarmente.
Dopo cinque stagioni in Italia, Caicedo ora è un calciatore dell’Abha Club in Arabia Saudita. Nonostante l’addio nel 2021 alla squadra di Maurizio Sarri la punta ecuadoregna ricorda con nostalgia e affetto gli anni trascorsi a Roma, come nell’ultima intervista rilasciata al Messaggero, in cui si propone per un possibile ritorno a gennaio.
L’intervista
Il goal al derby – “È stata la notte più bella della mia carriera nel calcio”.
La Lazio – “Qui va tutto bene, soprattutto adesso che ho iniziato a vincere, ma io sarei rimasto a vita alla Lazio. Non so chi ha deciso che dovevo andare via, ho un grande rimpianto, purtroppo le cose non sono andate come volevo. Eppure il mio cuore è rimasto lì, ho tanti bei ricordi, seguo sempre la squadra e tifo. Sarei tornato e tornerei di corsa a gennaio, se mi richiamassero”.
L’affetto dei tifosi – “Mi invocano? Lo so, lo so, mi scrivono e io ancora mi emoziono per tutto questo affetto. In particolare, in questa settimana mi sono reso conto che si sta parlando tanto di me perché il bomber si è fatto male. Sarà difficile rinunciare a un fenomeno come Ciro, è un leader assoluto, basta guardarlo.”
Il primo anno – “Anche il mio primo anno è stato tosto, ma dopo tutto è andato alla grande. Mi sono ambientato e la storia poi la conosciamo tutti. La Lazio e i suoi tifosi sono una piazza difficile da conquistare, perché sono ambiziosi e guardano sempre in alto. Io ero la riserva di uno degli attaccanti più forti d’Italia, ma con il duro lavoro e l’aiuto di staff e compagni mi sono ritagliato il mio spazio prezioso.”
Immobile – “Immobile ha una forza mentale che non ha nessun altro e trascina tutto il gruppo. Secondo me il cambio naturale è Pedro, ha fatto la prima punta in passato. Vedo senz’altro più lui che Milinkovic in attacco. È chiaro che è complicato rimpiazzare Ciro, ma adesso tutta la Lazio ha una precisa identità, gioca con l’intero collettivo e sono comunque convinto possa arrivare fra le prime quattro. Complimenti a Sarri e alla società per il lavoro fatto. Non è scontato lottare contro club con capitali enormi e riuscire sempre ad arrivare in alto.“
Lotta scudetto 2020 – “Maledetto Covid, eravamo forti, solidi in campo e nello spirito. Tutto andava perfettamente. La stagione 2019/2020 era stupenda perché noi tutti credevamo al tricolore, io lo urlavo più degli altri, con coraggio. Per questo, oltre alla gioia del derby, forse il gol più importante che ho fatto è stato quello contro il Cagliari. Ero in estasi, ci diede la stoccata per arrivare in vetta, e poi la rete contro la Juve, prima di quel terribile stop.”