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Giuntoli: “Kvaratskhelia rimane al Napoli con Spalletti. Haaland un grande rimpianto”

Cristiano Giuntoli è uno degli artefici del capolavoro del Napoli che sta entusiasmando in Italia ed in Europa. Il direttore sportivo degli azzurri si è raccontato ai microfoni de Il Corriere dello Sport in esclusiva. Queste le sue parole. Napoli, le parole di Giuntoli Sul capolavoro finora: “Nasce credo anche con la c

Redazione
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Cristiano Giuntoli è uno degli artefici del capolavoro del Napoli che sta entusiasmando in Italia ed in Europa. Il direttore sportivo degli azzurri si è raccontato ai microfoni de Il Corriere dello Sport in esclusiva. Queste le sue parole.

Napoli, le parole di Giuntoli

Sul capolavoro finora: “Nasce credo anche con la competenza, con il coraggio di una proprietà che nei suoi diciotto anni ha dato dimostrazione di sé. Nonostante il virus, De Laurentiis ha investito per arrivare ad Osimhen e, solo sei mesi prima, aveva concesso il via libera per una campagna acquisti invernali che poi è stata rivalutata dal campo. Ma chi sta nel calcio sa che possono esserci vuoti d’aria. Abbiamo anche vissuto un dramma universale, con il Covid, campionati bloccati, isolamento, prestazioni alterate. Ma a quel punto, dovemmo decidere“.

Sulla propria storia con De Laurentiis: “Non nego le incomprensioni con De Laurentiis ma ditemi voi se dentro un rapporto decennale non possa esserci una fase critica. A lui forse non piacque qualche mio atteggiamento e, visto come andavano le cose allora, magari pensò anche di qualche scelta tecnica sbagliata. Io considero De Laurentiis un fuoriclasse, un manager fuori dal tempo, con una visione straordinaria del futuro. Lungimirante come pochi. Le frizioni sono sparite in fretta, abbiamo ricominciato a dialogare scegliendo questa nuova strada, e abbiamo creato un rapporto familiare“.

Su Spalletti: “he partecipa, ovviamente, e in maniera attiva alla costruzione della squadra. Lui guarda, dà l’assenso oppure no, lascia che Simone Beccaccioli insieme a tutti gli altri dello staff osservino e studino. C’è una sintonia totale. Non si è mai da soli, in queste scelte. C’è una opzione per il rinnovo per un altro anno fissato a favore della società“.

Su Kvara: “Di lui avevamo cominciato a chiacchierare ai tempi di Ancelotti. La prima richiesta di 30 milioni del Rubin Kazan ci gelò. E ci tirammo indietro. La guerra in Ucraina ha modificato la valutazione e con Khvicha alla Dinamo Batumi ci siamo rifatti avanti. Con il management di Kvara ci sono rapporti consolidati, avremo modo di parlare e di aggiornarci. C’è simpatia e stima tra noi e abbiamo quattro anni e mezzo ancora davanti a noi. Certo, nessuno è insensibile alle risposte ricevute dal campo, ma non ne farei un caso”.

Su Kim: “Me lo consigliò Massimiliano Maddaloni, che nel 2011 è stato con me a Carpi. Era il vice di Lippi in Cina e mi disse di tenere d’occhio questo ragazzone. Ci mettemmo all’opera, secondo le nostre abitudini. Faccio chiarezza: c’è una clausola, valida solo per l’estero“.

Sul rimpianto più grande: “Haaland. Contratto già fatto con il Salisburgo, riconoscendo loro il pagamento della clausola a venticinque milioni di euro. Ma Haaland preferì il Borussia Dortmund e noi che avevamo messo lui e Osimhen nelle nostre preferenze, ci dirottammo su Victor. Per noi erano alla pari“.

Sull’errore più brutto commesso: “Magari ne avessi fatto solo uno… Non si fanno nomi, non sarebbe elegante. Ma è chiaro che ho sbagliato. Però ci ho sempre messo la faccia, sempre. Non mi sono mai nascosto. E non mi monterò la testa ora. Però siamo fieri di questo lavoro, tutti: da Adl in giù“.