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Napoli, Spalletti: “Totti non ha smesso per colpa mia. Koulibaly e Insigne? Non potevo fare altro”

Luciano Spalletti, tecnico del Napoli, ha rilasciato una lunga intervista a DAZN, per la puntata di ”Linea Diletta” condotta da Diletta Leotta. L’allenatore di Certaldo si è confidato apertamente su molti temi che sono stati oggetti di critica nei suoi confronti. Uno fra tutti la lunga vicenda con Francesco Totti ai te

Redazione
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Luciano Spalletti, tecnico del Napoli, ha rilasciato una lunga intervista a DAZN, per la puntata di ”Linea Diletta” condotta da Diletta Leotta. L’allenatore di Certaldo si è confidato apertamente su molti temi che sono stati oggetti di critica nei suoi confronti. Uno fra tutti la lunga vicenda con Francesco Totti ai tempi della Roma e Mauro Icardi durante il suo periodo all’Inter.

Inoltre Spalletti ha voluto chiarire anche gli addii di Koulibaly ed Insigne, giocatori fondamentali nel Napoli della scorsa stagione. Infine non potevano mancare le dichiarazioni di speranza per la Serie A 2022-2023, iniziata con la spumeggiante vittoria per 2-5 contro l’Hellas Verona.

La lunga intervista di Luciano Spalletti a DAZN

Sul sostituto di Insigne

“È affezionato al 77, l’ha voluto subito. Ci aspettiamo molto da Kvaratskhelia perché ha sostituito un campione che ha deciso di fare conoscenze nuove, intraprendere una strada differente dopo tanti anni di calcio italiano, di Nazionale e gol di qualità. Noi dobbiamo stare sempre con la volontà dei calciatori perché quando un calciatore decide di andare a fare un’esperienza come ha voluto Insigne è inutile trattenerlo per forza. Io ho sperato fino all’ultimo che rimanesse con noi”.

Su Koulibaly

“Tre maglie a cui sono più legato? De Rossi, Salah e senza fare torti a nessuno della mia squadra Koulibaly. Kalidou è veramente una persona straordinaria, oltre che un gran campione”.

“Fin dall’inizio, quando ci siamo conosciuti, abbiamo avuto un bel rapporto. Ogni mattina veniva nel mio ufficio a salutarmi con quest’abbraccio fatto di muscolo, di Watt. Lui è il vero influencer dello spogliatoio perché riusciva ad attirare tutti. Il Comandante. Per me è come aver perso un collaboratore perché poi in campo con la sua voce, la sua prestanza fisica era come un allenatore. Voleva sempre attaccare, andare a recuperare palla alta. La parola era sempre la stessa: ‘Mangia, mangia, mangia’. Ovvero andiamo avanti, a montargli addosso. Purtroppo ho perso due capitani in un colpo solo”.

Totti e Icardi

“Chi era presente sa tutto il bene che gli ho voluto, per loro ho fatto cose che per altri calciatori non ho fatto. Mi disturba quando dicono che li ho fatti smettere perché non è assolutamente vero. Totti ha finito quando tutti sapevano che a fine anno avrei lasciato, per cui avrebbero potuto farlo continuare. Icardi non è andato via con me ma quando c’era già Conte. Lo avrebbe potuto usare, era un giocatore dell’Inter. Insigne ho fatto di tutto per provare a convincerlo ma lui con la sua famiglia aveva già preso la sua decisione”.

Il rapporto con la bandiera della Roma

“È un calciatore che per me è stato fondamentale come apporto alla squadra, personalità, forza di tirare dentro lo stadio durante le partite. Ho tutte le sue magliette, anche quella che gli portammo tutti noi della squadra quando si infortunò. Lui è uno di quelli a cui non importa dire niente quando vanno in campo e tirano dietro il resto della squadra da soli”.

Quando si giocava in Champions qualcuno non aveva la personalità di prendere la palla e fare le giocate a cui era abituato. Ci pensavano loro, che erano la spina dorsale. Se riavvolgiamo il nastro per me è tutto chiaro. Se poi si ha la volontà di cambiare delle cose allora è chiaro che viene fuori un messaggio non corretto. In quella squadra c’erano giocatori pratici come Keita, Maicon, Strootman, Nainggolan, De Rossi”.

“Se non avessi fatto la cosa giusta sarebbe stato difficile essere seguito. Se avessi fatto un torto ad un calciatore con la storia come quella di Totti sarebbe stato impossibile arrivare davanti al Napoli, secondi in classifica. Poi è chiaro che mi dispiace perché con lui ho avuto un grandissimo rapporto. Io mi innamoro veramente dei miei calciatori perché io veramente ho portato a termine il sogno che avevo da bambino, andando a vivere gli spogliatoi con questi calciatori”.

Sulla piazza di Napoli

“Napoli è una piazza importante calcisticamente. Loro hanno ambizioni forti, vogliono vincere e per vincere il confronto si fa arduo. Fin dal primo buongiorno incontri questa passione, questo cuore per questi colori che la gente ha. Mi fa arrabbiare solo quando non viene riconosciuto l’impegno dei ragazzi perché noi abbiamo una squadra di professionisti seri, di bravi ragazzi”.

“Anche quest’anno che abbiamo cambiato molto. Però li conosco bene ed ho apprezzato fin dal ritiro le conoscenze dei nuovi che sono in sintonia con gli altri. Sono calciatori che meritano di vestire questa maglia e ci sarà un impegno massimale in tutti gli allenamenti, in tutte le partite. Possono stare tranquilli i tifosi”.