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Esclusiva OkC, Sireno: “Baroni meritava una big. Vi racconto come ho iniziato a fare il procuratore”

Leonardo Sireno, uno dei procuratori più giovani d’Italia, ha parlato in esclusiva ai microfoni di Ok Calciomercato. Tra i temi trattati l’inizio della sua storia da agente FIFA e un focus sulla Serie A. Parola a Leonardo Sireno Come ha iniziato a fare il procuratore?“Subito dopo aver finito la scuola, avevo le idee ab

Redazione
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Leonardo Sireno, uno dei procuratori più giovani d’Italia, ha parlato in esclusiva ai microfoni di Ok Calciomercato. Tra i temi trattati l’inizio della sua storia da agente FIFA e un focus sulla Serie A.

Parola a Leonardo Sireno

Come ha iniziato a fare il procuratore?
Subito dopo aver finito la scuola, avevo le idee abbastanza chiare. Dopo un percorso formativo, nel novembre 2015 ho iniziato il percorso da procuratore sportivo. Inizialmente scelsi di non legarmi a nessuna agenzia perché, nel bene o nel male, volevo che il mio nome venisse conosciuto. Quando ho iniziato questo lavoro non avevo neanche la patente e raggiungevo i campi in scooter, oppure andavo in macchina con un altro collega con il quale ho iniziato questo lavoro. Successivamente con lui siamo diventati grandi amici, ma purtroppo nel giugno del 2020 a 38 anni ci ha lasciato. Insieme andavamo a vedere partite delle giovanili dilettanti o al massimo giovanili di Serie C, cercando di trovare talenti che venivano dimenticati. Poi da lì, avendo preso anche qualche ragazzo, ho iniziato a farmi conoscere un po’ di più. Ad oggi sono con Giancarlo Tronchetti (Green Soccer, ndr), con cui ci lavoro a stretto contatto tutti i giorni. La filosofia che abbiamo adesso è la stessa con la quale ero partito, cioè quella di valorizzare i ragazzi del territorio (Toscana) e portarli a diventare professionisti”.

Cosa le deve colpire di un giovane giocatore?
Devono avere tecnica e fame. Spesso sono ragazzi che vengono da contesti familiari difficili, poi oggi come oggi è importante avere un’importante fisicità e una struttura fisica adatta a ciò che il calcio di oggi chiede. Però prima di tutto devono avere tecnica e talento. Anche la famiglia da cui proviene per noi è importantissima, perché senza il supporto della famiglia il ragazzo non si forma”.

Come si sente ad essere il procuratore più giovane in Italia?
“Spero lo sia ancora, non so se qualcuno mi ha superato. Sicuramente inizia ad essere più facile adesso, ma ancora il gap con quelli più esperti è ancora alto. Bisogna essere preparati doppiamente, perché a volte qualche pregiudizio può nuocere”.

Le squadre giovanili hanno sempre meno italiani nelle squadre…
Il problema dei giovani italiani, dopo anni di questo mestiere, l’ho capito. Il gap tra la Primavera e la prima squadra è esageratamente alto”.

Quindi lei è d’accordo con club come Milan e Juventus che creano squadre per mandare i giovani in Serie C?
Purtroppo sì. Dico purtroppo perché vengo da un calcio più romantico, però, se l’obiettivo è quello di creare giocatori giovani italiani sono d’accordo con questo step. Il Milan è la società che crea più giovani italiani e li fa giocare nella propria squadra (Donnarumma, Calabria, Pobega, Gabbia) e vedremo che questo porterà i suoi frutti. Anche l’Inter, crea molti giocatori nel proprio settore, ma poi li vende”.

Secondo lei Camarda ha un gran futuro davanti?
L’ho visto personalmente un anno e mezzo fa. Camarda è un ragazzo che più che doti tecniche, ha un gran fiuto del gol e ottima fisicità. Non spicca per tecnica, però ha un gran fiuto del gol. Va tutelato, è un predestinato. L’Italia sui giovani purtroppo è molto indietro, rispetto agli altri top campionati europei”.

Il Napoli può essere favorito per lo scudetto?
Sì. A luglio avremmo detto tutti Inter, poi grazie a Conte e Manna hanno fatto una campagna acquisti ottima. Ad oggi gli azzurri, insieme all’Inter, sono i favoriti. Domenica c’è lo scontro diretto, lasciamo la parola al campo”.

Sul Milan
Il Milan ha interpreti da alti e bassi, come ad esempio Fonseca e Leao. Però è una squadra che a luglio nella griglia di partenza era seconda, ora è un po’ indietro. I rossoneri contano tre nazionali francesi titolari e sono una squadra esperta e ottima“.

Sulla Roma
L’esonero di De Rossi è ancora un mistero che solo i Friedkin sanno. Hanno scelto un allenatore che non ha mai fatto male in Serie A, però Roma è una piazza difficile. Dovbyk è un calciatore che e a me piace, sta facendo bene nonostante i scarsi risultati della squadra“.

Sulla Lazio
Da toscano dico sempre che la storia degli allenatori toscani in Serie A non è finita. Baroni è un grandissimo allenatore, che all’inzio ha avuto anche qualche difficoltà ma poi con le sue competenze è esploso. L’anno scorso con il Verona ha fatto un miracolo sportivo e farà una carriera simile a quella di Pioli. Baroni farà bene e meritava questo step in una big”.