Esclusiva OkC, Tagliavento: “Obiettivi Ternana? Serie B e beneficienza. Gattuso uno dei più corretti”
In una ricca e completa intervista la redazione di Ok Calciomercato ha avuto il piacere di confrontarsi in esclusiva con Paolo Tagliavento, ex arbitro internazionale, conosciuto come uno dei migliori direttori di gara che il corpo arbitrale italiano abbia avuto in questi anni. Carriera da arbitro passata e ora la caric
In una ricca e completa intervista la redazione di Ok Calciomercato ha avuto il piacere di confrontarsi in esclusiva con Paolo Tagliavento, ex arbitro internazionale, conosciuto come uno dei migliori direttori di gara che il corpo arbitrale italiano abbia avuto in questi anni. Carriera da arbitro passata e ora la carica di vicepresidente della squadra della sua città, la Ternana, con la quale si sta togliendo molte soddisfazioni: sportive, ma soprattutto sociali. Di questo, ma anche di tanto altro si è parlato con Tagliavento.
A tu per tu con Tagliavento
Lei è vicepresidente di una squadra che sta letteralmente ammazzando il Girone C di Serie C, parliamo ovviamente della Ternana. Quali sono gli obiettivi e i progetti prossimi e futuri della squadra guidata da Mister Cristiano Lucarelli?
“Sicuramente è un momento positivo della stagione per la Ternana, ma attenzione: ancora non abbiamo fatto niente. Tutti i record che ci dicono di aver raggiunto non servono a nulla, se a fine campionato non sei in cima a tutti quanti. Quindi serve continuare così, in quanto siamo solo a dicembre ed ancora c’è tanto tanto da meritarsi e da guadagnarsi. L’obiettivo della società ovviamente penso sia chiaro, ossia di portare la squadra in Serie B. Dopo aver raggiunto questo obiettivo, vedremo, ma è importante continuare a marciare per fare bene fino alla fine. Anche nella mia carriera non ho mai lavorato pensando allo step superiore: ogni volta che pensi troppo avanti, perdi di vista l’obiettivo principale che devi raggiungere”.
Rimanendo sempre al campo, quali potrebbero essere le antagoniste principali della Ternana nel Girone C?
“Le squadre che daranno battaglia sono sempre le solite, parlo del Bari, del Catanzaro, dell’Avellino, del Catania, occhio anche al Palermo e al Foggia che stanno facendo molto bene e sono grandi piazze. Non siamo nemmeno al 50% del campionato, anche considerando le dinamiche del campionato di Serie C e soprattutto del Girone C, che per fattori ambientali, anche se ora gli stadi sono chiusi, e per qualità delle rose è il girone più duro ed equilibrato di tutti. Lo dico sempre ai ragazzi: se la Ternana non gioca da Ternana rischia di perdere con tutte, anche con l’ultima in classifica. Personalmente una squadra che mi ha entusiasmato sia contro di noi sia in seguito è la Vibonese, specialmente quando gioca a Vibo Valentia”.
Terni col Cuore e Cusano Italia TV: la Ternana vince anche nel sociale
Allontanandoci per un attimo dal campo, se si parla di Ternana dobbiamo sottolineare anche l’impegno della proprietà nel sociale, con l’iniziativa “Terni col Cuore” che ha dato tanta protezione, affidabilità, sicurezza a tutti gli abitanti di Terni. Ci parli meglio di questa magnifica associazione: com’è nata, com’è cresciuta, quali sono le sue attività e quali sono gli obiettivi.
“Terni col Cuore nasce nella prima fase di lockdown, quindi metà marzo 2020, per il volere del nostro presidente Stefano Bandecchi che ha voluto esprimere, con la nascita dell’associazione, tutto l’attaccamento per Terni e per gli abitanti della città. Ci siamo messi tutti insieme un weekend e abbiamo maturato un fiume di idee. Il primo intervento è stato una selezione di circa 190 famiglie, alle quali abbiamo dato settimanalmente, per tutti i mesi del lockdown, pacchi alimentari portati direttamente dai nostri calciatori alle residenze delle famiglie. Poi abbiamo aiutato altre associazioni, abbiamo donato 20.000 euro circa ad una ragazza che ne aveva bisogno per andare in America ad operarsi. Abbiamo donato all’Ospedale circa 30.000 mascherine e un ventilatore; alle forze dell’ordine, polizia, croce rossa, ambulanze abbiamo offerto ancora mascherine. Abbiamo chiamato le istituzioni e l’ospedale e abbiamo chiesto quali fossero le necessità dei cittadini, così ci siamo attivati per creare un percorso diretto per l’ospedale, al quale abbiamo fatto anche una donazione di circa 80.000 euro. Dal momento in cui è nata, Terni col Cuore ha aiutato circa 200 famiglie ogni mese; ora sotto il Natale, sempre sotto il volere del presidente Bandecchi, abbiamo individuato, anche grazie al Comune, circa 175 famiglie e abbiamo donato ad esse buoni spesa e pacchi alimentari. Abbiamo selezionato, di queste 175 famiglie, 152 bambini e gli abbiamo regalato un buono da 150 euro da spendere al negozio Toys. Ad ognuna di queste famiglie, poi, l’azienda agricola Avicola Ternana ha donato il classico pollo di Natale ruspante. Abbiamo avuto man mano la vicinanza di imprenditori ed anche di tifosi, che l’altro giorno hanno raccolto 1.000 euro che hanno devoluto a Terni col Cuore. Abbiamo costruito con i nostri fondi una tettoia all’ospedale per i malati oncologici ed infine abbiamo consegnato in tutte le case famiglia regali che avevano chiesto i ragazzi. A costo di acquistare un giocatore in meno, nel sociale vogliamo vincere il nostro campionato che è quello più importante. Abbiamo la fortuna di avere comunque un presidente che ci garantisce sia l’acquisto di giocatori di categoria sia la bontà di accontentare tutti i cittadini ternani”.
C’è anche Cusano Italia TV, ossia la possibilità per i tifosi di vedere le partite della Ternana in chiaro sul digitale terrestre, spendendo praticamente 0. Ci spieghi anche l’origine di questa idea e il suo sviluppo.
“Cusano Italia TV ha comprato i diritti per dare la possibilità a tutti gli appassionati di calcio di vedere la Ternana con qualità Ultra HD, la stessa tipologia di Sky. Abbiamo dato la possibilità ai tifosi ternani di vedere la partita della propria squadra del cuore, ma allo stesso modo offriamo la possibilità agli avversari di settimana in settimana della Ternana di vedere anche la propria squadra. Partita che si può vedere in TV, ma anche sulla app di Unicusano. Molti cittadini aspettano proprio il momento domenicale, visto il periodo, come ossigeno per rifiatare dopo le dure settimane che stiamo passando”.
La piazza di Terni e il condottiero in panchina
Terni è una piazza esigente? Quanta voglia ha di tornare a fare calcio a certi livelli?
“Terni è una piazza meravigliosa che sta passando però un periodo drammatico: molte acciaierie sono in difficoltà, molti imprenditori che prima rendevano la città economicamente più ricca sono calati o non ci sono più. Il coronavirus ha dato sicuramente una mazzata economica per la città. L’unica valvola di sfogo è la Ternana Calcio, i cui tifosi sono un sacco esigenti. Noi negli ultimi anni non abbiamo fatto benissimo, anzi, ma ci sono stati vicini sempre o quasi. Io quando parlo della Ternana non lo faccio per prima cosa come vicepresidente della squadra, ma come cittadino ternano, nato e cresciuto a Terni, tanto da seguire la squadra da ragazzo in tutte le sue trasferte. Il calore della mia città lo conosco benissimo, la tifoseria è calda, ti fa sentire nel bene il suo attaccamento, e quando le cose vanno meno bene sicuramente arrivano critiche importanti. Mi sono sempre rivisto in questa tipologia di comportamento, ovviamente però ci sono state delle situazioni in cui non mi sono piaciute le condotte messe in atto, soprattutto quando hanno attaccato il presidente in momenti particolari e delicati. La critica quando è costruttiva è sempre ben accetta, come quando retrocedi o quando stecchi una stagione che per aspettative doveva essere di altissimo livello, ma quando si supera una linea non è mai accettabile”.
Il condottiero in campo della Ternana si chiama Cristiano Lucarelli, che lei ha avuto modo di arbitrare nella sua carriera. Dopo la parantesi Catania, l’ex bandiera del Livorno sembra aver trovato a Terni la sua grandezza. Che allenatore è?
“Cristiano è la persona che stavamo cercando da tempo. Il nostro negli anni passati non era un problema di giocatori, ne abbiamo avuti sempre forti, ma non avevamo un gestore. Il mister ha fatto diventare un gruppo di bravi giocatori una squadra, e questa è stata la chiave della svolta. Ad oggi il quid in più della Ternana è l’atteggiamento, la voglia, l’attaccamento di ogni giocatore alla maglia e di questo va dato merito a chi gestisce i giocatori, quindi a Cristiano. Della sua spiccata abilità a gestire il gruppo ce n’eravamo accorti già quando Lucarelli stava a Catania, quando ha saputo gestire una situazione societaria difficile splendidamente, mandando in campo sempre i suoi ragazzi con la voglia di far bene. Di squadre vincenti io ne ho arbitrate tante e quello che li contraddistingueva erano gli occhi, che ti facevano capire quanto i giocatori avessero unità di intenti: la stessa cosa la sto vedendo nei giocatori della Ternana”.
La Serie C: un mondo che va tutelato
Ai microfoni di RaiSport, l’ad del Padova ha invocato a nome di tutta la Lega Pro gli aiuti che devono provenire da parte del governo italiano. A questa richiesta è seguita una lettera ufficiale anche dal presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, che ha praticamente confermato quanto detto dall’amministratore delegato padovano. Tagliavento di che parere è in merito a ciò e che posizione ha la Ternana?
“Mi allineo a quanto detto dal presidente Ghirelli, le cui richieste sono estremamente legittime. Non dobbiamo dimenticarci che mentre in Serie A e in Serie B ci sono le leghe rispettive che aiutano i club con contributi, in Serie C invece ci sono presidenti che io etichetto come ‘eroi’, in quanto prendono i loro soldi e finanziano le squadre. C’è stato un momento in cui qualche società si riusciva a mantenere anche con gli sponsor, con la vendita dei biglietti, ma adesso anche questo è venuto a mancare. La Lega Pro quindi sicuramente ha bisogno di un intervento dello Stato per vivere. La modalità non la conosco e la lascio al presidente federale che ne conosce le dinamiche, però servono aiuti”.
Il VAR: la spiegazione di un esperto e l’esperienza vissuta
Alcuni esperti riscontrano che ancora il VAR non abbia avuto l’efficacia tanto millantata e che la sua utilità sia riduttiva e confusionaria. Come e quando il VAR dovrebbe intervenire? Ha un’utilità oggettiva? Ci racconti la sua prima esperienza con questo mezzo tecnologico.
“Il mio approccio coincide con l’ultimo mio anno da arbitro, primo invece del VAR. Sono andato in preparazione precampionato avendo un milione di dubbi e di perplessità, quasi scocciato dal fare il mio ultimo anno usando questa metodologia, credendo che il VAR potesse creare una serie di problemi. Alla prima partita di campionato mi sono bastati invece una ventina di minuti per capire le grandissime potenzialità che il VAR ha. Io per spiegarne l’utilità faccio sempre l’esempio del trapezista: per 15 anni ho fatto il trapezista senza la resina sotto e quando succedeva qualcosa di storto cadevo e mi facevo veramente male; nel mio ultimo anno invece ho fatto gli esercizi avendo la resina sotto. Quindi sì, è uno strumento estremamente importante ed utile. Il primo anno, da come ho letto, è stata la stagione in cui il VAR è stato usato meglio, perché gli arbitri la usavano solo in caso estremo, anche perché venivamo da una scuola che ci imponeva di decidere sempre autonomamente. Andando avanti con gli anni e con una nuova generazione arbitrale forse qualcosa è venuto meno: magari l’arbitro può pensare ‘Se sbaglio qualcosa, comunque ho il salvagente’. Se io avessi avuto il VAR all’epoca, i 5 errori più grossolani della mia carriera sarebbero stati risolti in 20 secondi”.
Il passato, i giocatori più corretti e la partita più bella
Chi è stato il giocatore/capitano con il quale lei è riuscito sempre a confrontarsi pacatamente e in maniera equilibrata?
“Tutti i grandi capitani sono stati persone correttissime e disponibilissime al confronto. Maldini, Del Piero, Totti, Pirlo quando aveva la fascia e comunque con tutti i capitani italiani c’è sempre stato un gran rapporto. Lo stesso Gattuso, pur essendo estremamente ‘sanguigno’, era correttissimo e c’era un confronto totalmente leale, in quanto aveva ed ha valori umani grandiosi”.
La partita più bella mai arbitrata?
“In 15 anni ho avuto la fortuna di vivere esperienze e contesti bellissimi e spettacolari, avendo condotto tantissime partite di Serie A e Champions League, oltre all’Europeo e gare in Ucraina. Se devo scegliere una partita nello specifico, dico senza dubbio uno Scozia-Inghilterra a Glasgow, valevole per la qualificazione al Mondiale. Una partita da brividi per atmosfera ed ambiente, si respirava la storia: c’erano 80.000 persone, i tifosi della Scozia con la maglia della loro nazionale facevano tantissimo rumore. Vinceva l’Inghilterra 1-0, all’ottantesimo il pareggio della Scozia, al novantesimo il clamoroso vantaggio dei padroni di casa che poi vennero raggiunti quasi a tempo scaduto dal 2-2 di Keane. Al vantaggio temporaneo scozzese, non c’è stata una persona nello stadio che abbia esultato in maniera sobria: c’era un rumore assurdo”.