Lazio, Gila: “Futuro? Ricevute diverse offerte, ma non mi muovo da qui”
Mario Gila, difensore centrale della Lazio, ha rilasciato un’intervista al quotidiano Il Messaggero e tra i vari temi trattati si è soffermato sugli addii di Maurizio Sarri e Igor Tudor e soprattutto sul suo futuro. Il classe 2000 ha svelato di aver ricevuto diverse offerte, ma la permanenza nel club biancoceleste non
Mario Gila, difensore centrale della Lazio, ha rilasciato un’intervista al quotidiano Il Messaggero e tra i vari temi trattati si è soffermato sugli addii di Maurizio Sarri e Igor Tudor e soprattutto sul suo futuro. Il classe 2000 ha svelato di aver ricevuto diverse offerte, ma la permanenza nel club biancoceleste non è in discussione.
Le sue dichiarazioni
I cambi di allenatore?
“Questa è una nuova stagione con un altro tecnico. Nel 2024 ho fatto bene, ne sono orgoglioso, ma poi il mister decide chi sta meglio e si riparte da zero. Io ora ho questo problema dell’infortunio, correrò il doppio per riprendermi il mio posto. Sono uno che guarda sempre il bicchiere mezzo pieno. I mesi più bui, quelli dell’ambientamento, mi hanno aiutato e fatto diventare più maturo. L’anno scorso è stato tosto sotto ogni punto di vista per la Lazio. Dopo tre anni non riuscivamo più a dare quello che chiedeva Sarri ed eravamo entrati in una spirale negativa. Il tecnico ha deciso di andare via e me lo aspettavo. Mi ha stupito invece il passo indietro di Tudor perché avevamo ottenuto ottimi risultati sino a fine campionato. Da entrambi però mi porto dietro un bagaglio immenso”.
Diventare un punto di riferimento della Lazio?
“Assolutamente sì, io non mi muovo da qui, anche se il Real Madrid vanta un diritto di recompra e sono arrivate proposte. Il club crede in me e io credo nella Lazio”.
Gli obiettivi?
“Quando c’è un cambio generazionale in una squadra bisogna avere pazienza. I nostri tifosi sono ambiziosi e pretendono tanto, ma sono arrivati nuovi ragazzi, che devono adattarsi. Il progetto è serio, anch’io spero nel quarto posto, ma bisogna essere realisti, andare avanti di partita in partita, senza porsi alcun limite, ma nemmeno un traguardo sproporzionato”.