Napoli, De Laurentiis: “Addio Mertens, ha rifiutato 4,5 milioni lordi. Koulibaly voleva andare via. Simeone? Mi piace”

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A tutto Aurelio De Laurentiis. Il presidente del Napoli ha parlato in esclusiva ai microfoni dell’emittente radiofonica Radio Kiss Kiss e si è soffermato su moltissimi temi. Non sono mancati, inoltre, i commenti riguardanti le trattative di calciomercato.

Le sue parole

L’attacco a Ospina e Insigne: Non c’è da sistemare il calcio, il calcio Napoli è un’idea meravigliosa che non ha bisogno di aggiustamenti. Non è successo nulla di grave, è vivo, vegeto e fortissimoLa maglia azzurra dovrebbe essere vista come la propria pelle dal tifoso e chi è più tifoso di un giocatore del Napoli? Quando all’improvviso vedi che alcuni tuoi calciatori scompaiono, parlano solo di aumenti di stipendio e qualcuno va a finire in campionati misconosciuti solo per vil moneta, ci si resta male. Dov’è il senso di appartenenza?”

Su Koulibaly: “Ho lasciato partire Koulibaly perché me lo ha chiesto. Gli ho detto che al Barcellona non poteva andare perché non aveva soldi, ma al Chelsea non abbiamo potuto dire no. Se un giocatore come lui vuole fare un’altra esperienza in un club di prestigio devi anche essergli riconoscente e non trincerarti sempre dietro un no”.

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Su Mertens: “Sento fortemente l’appartenenza alla maglia, però quando devo ragionare come società non devo dimenticare che il calcio ormai è oltre che passione un’industria, la quale deve seguire le regole del mercato. Dobbiamo quindi a volte andare contro il desiderio del tifoso. Mertens si è proposto per un’altra stagione perché sa di avere 35 anni, ma se anche lui ne fa una questione di vil denaro allora devo dire no, perché devo difendere le possibilità che il Napoli deve trovare per rinnovarsi. Gli auguro ogni bene. Quando gli ho offerto 4 milioni e mezzo lordi e li ha rifiutati l’ho ringraziato per gli anni che ci ha regalato con la sua straordinaria carriera e personalità, ma gli ho detto che non possiamo andare contro la nostra capacità e possibilità. Quando abbiamo cambiato tutta la squadra prendendo giovani come Mertens, Ghoulam, Cavani, i tifosi erano dubbiosi: com’è che poi diventano tutti campioni a Napoli?

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Sul possibile acquisto di Simeone: “Simeone a me piace molto, bisogna vedere cosa ne pensa l’allenatore, forse è meno complementare della coppia Petagna-Osimhen, però mai dire mai. I calciatori non devono offendersi se vengono sostituiti, se abbiamo portato avanti la battaglia per i cinque cambi è perché sono fondamentali. Non è che chi viene sostituito o chi entra nel secondo tempo si deve sentire di categoria B”.

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Sul rapporto con Spalletti: “Sincero, ottimo, non siamo dei falsi. Siamo abbastanza veraci anche perché siamo in condizione di non dover mentire”.

Sull’eventuale arrivo di Kim: Mi auguravo che arrivasse ieri, il problema è che quando tu negozi e ci sono di mezzo avvocati e procuratori si verificano dei rallentamenti perché chiedono la luna. Ti chiedi è possibile che io debba pagare le tasse anche in Corea? Credo che il povero Giuntoli tra poco diventerà un assistente di Tremonti“.

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Sull’alternanza tra i portieri:Abbiamo sempre avuto portieri di personalità, i primi due portieri non possono essere di riserva. Il fatto che uno possa risentirsi perché arriva un altro portiere bravo non va bene. Poi è l’allenatore che deve gestire la rosa perché noi avremo molte partite e le insidie degli infortuni sono tante. Come facciamo? Dico che ho il primo portiere bravo e il secondo che è una schiappa per fare piacere al primo portiere? Non penso che un portiere possa pensare questo, perché se capita un infortunio a Meret, che facciamo?”

Sull’obiettivo stagionale: Soddisfare i tifosi nel maggior numero possibile di occasioni e portarli a una meta che renda tutti felici. Non posso immaginare che alcune squadre che hanno fatto meno punti di noi sono tutte felici e noi invece ogni volta abbiamo da recriminare”.

Sulle voci riguardanti la cessione del Napoli:Sto ricevendo tante offerte, ma le ho rispedite tutte al mittente. Ho ricevuto anche tre proposte per il Bari. Perché devo vendere? Posso divertirmi ancora“.